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Storia

Il Museo Bagatti Valsecchi è una casa museo frutto di una straordinaria vicenda collezionista di fine Ottocento, che ha come protagonisti due fratelli: i baroni Fausto (Milano, 1843 – 1914) e Giuseppe Bagatti Valsecchi (Milano, 1845 – 1934).

A partire dagli anni ottanta del XIX secolo, i due posero mano alla ristrutturazione della dimora di famiglia nel cuore di Milano, tra via Gesù e via Santo Spirito, declinando in stretta  osservanza neorinascimentale le istanze della cultura storicista. Parallelamente, iniziarono a collezionare dipinti e manufatti d’arte applicata quattro-cinquecenteschi con l’intento di allestirli nella loro casa così da creare una dimora ispirata alle abitazioni del Cinquecento lombardo.

Fausto e Giuseppe si impegnarono in prima persona nel restyling del Palazzo, del cui splendore furono infaticabili artefici. Sebbene fossero laureati in giurisprudenza, non sfruttarono mai a fini professionali il proprio titolo di studio: al centro dei loro interessi fu la ristrutturazione della dimora di famiglia, la sua decorazione e la raccolta delle opere d’arte a essa destinate. In quest’ambito, maturarono competenze messe a frutto anche in un’apprezzata attività di architetti, spesso al servizio di quelle nobili famiglie di cui condividevano ambizioni e stili di vita.

Se l’allestimento della dimora tra via Gesù e via Santo Spirito fu per i due fratelli infaticabile impresa comune, per il resto la loro esistenza trascorse tra attività e incombenze consuete al tempo per gentiluomini del loro rango.  All’amministrazione dei propri beni, affiancarono l’impegno in seno a numerose istituzioni benefiche, la partecipazione alla vivace cittadina, i viaggi in Italia e all’estero, la pratica dell’equitazione e altre originali passioni sportive, quali le ascensioni in pallone aerostatico e il velocipede.

Uniti e affiatati, i due avevano in realtà personalità molto differenti: brillante e mondano Fausto, più riservato e maggiormente incline alla quiete domestica Giuseppe. Proprio a quest’ultimo sarebbe spettato dare continuità alla famiglia grazie ai cinque figli nati dal suo matrimonio con Carolina Borromeo, celebrato nel 1882.

Dopo la morte di Fausto e di Giuseppe, casa Bagatti Valsecchi continuò a essere abitata dai loro eredi sino al 1974. Fu in quell’anno che l’ormai settantenne Pasino, uno dei figli di Giuseppe, decise di costituire la Fondazione Bagatti Valsecchi, alla quale donò il patrimonio delle opere d’arte raccolto dai suoi avi. Parallelamente, il Palazzo fu alienato a Regione Lombardia con la clausola che gli allestimenti storici del piano nobile fossero conservati nella loro integrità così da preservare l’indissolubile legame tra “contenuto” e “contenitore”, che è tratto distintivo della vicenda collezionista Bagatti Valsecchi. Vent’anni dopo, nel 1994, apriva al pubblico il Museo Bagatti Valsecchi.