Il santuario della Beata Vergine delle Grazie è una chiesa di stile gotico lombardo, dedicata alla Beata Vergine Maria, e sorge nella piccola frazione di Grazie del comune di Curtatone. Edificata su un ampio piazzale, la basilica sovrasta e s’affaccia sulle acque palustri del Mincio creando un’atmosfera suggestiva. Il santuario ha la dignità di basilica minore. All’interno sono esposte lungo la navata 53 statue polimateriche rappresentanti vari personaggi: una galleria di ex voto posta a riconoscenza Per Grazia Ricevuta. Appeso al soffitto un coccodrillo imbalsamato che, secondo la leggenda, avrebbe depredato le acque del Mincio e sarebbe poi stato catturato per intervento divino.

Gita in battello sul fiume Mincio
Il Mincio nasce a Peschiera, dal Lago di Garda. Giunto tra Rivalta e Grazie, dopo aver bagnato i territori di Ponti sul Mincio, Monzambano, Volta Mantovana e Goito, il fiume rallenta la sua corsa dando origine alla Riserva naturale delle Valli del Mincio: una palude che si estende per circa 1400 ettari dichiarata nel 1971 zona umida d’importanza internazionale. La Riserva appare come un dedalo di canali dove, tra la fitta vegetazione, si naviga silenziosamente sulle acque colorate da ninfee, fiori di loto, nannuferi, ibischi di palude e castagne d’acqua. È il regno incontaminato degli uccelli acquatici quali aironi, svassi, tarabusi e altre rare specie che qui sostano e nidificano.

Colazione alla ca’ delle Erbe

Il Museo Diocesano Francesco Gonzaga ha sede nel chiostro maggiore dell’ex-monastero agostiniano di Sant’Agnese. Nell’anno 1974 si tenne, nel Palazzo Ducale di Mantova, una mostra dal titolo “Tesori d’arte nella terra dei Gonzaga”, che presentò una serie di capolavori sino allora pressoché sconosciuti, in larga misura provenienti dalle chiese della diocesi. Il successo della mostra indusse il suo ideatore, monsignor Luigi Bosio, a progettare un’esposizione permanente di tali opere, riunite in un apposito museo. Il “Museo Diocesano d’arte sacra”, come allora fu chiamato, fu inaugurato nel 1983, raccogliendo manufatti di varia natura: dipinti, sculture, oreficerie, tessuti, libri miniati, ceramiche, avori e persino strumenti guerreschi. Dopo l’apertura, il primo nucleo degli oggetti esposti è andato rapidamente crescendo, anche per cospicue donazioni di privati, e in parallelo si è ampliato lo spazio ad essi destinato, sino a costituire un museo tra i maggiori non soltanto della città: a detta di numerosi esperti, la bellezza e la preziosità dei suoi tesori, alcuni dei quali senza pari al mondo, gli conferiscono una rilevanza internazionale.

Il Palazzo d’Arco, come oggi si presenta nella sua imponente facciata e nelle strutture interne, fu eretto fra il 1784 e gli anni immediatamente seguenti dall’architetto neoclassico Antonio Colonna per un ramo della casata trentina dei conti d’Arco. A Mantova la presenza e l’importanza dei conti d’Arco erano rilevanti già prima del Rinascimento. Recentemente, come viene ricordato dalla lapide applicata nell’atrio, Giovanna dei conti d’Arco, con illuminato atto testamentario ha voluto che l’assieme costituito dal Palazzo e dalle raccolte in esso contenute divenissero un pubblico Museo, a beneficio della città e del mondo della cultura. L’edificio è stato legato alla città di Mantova attraverso una fondazione che ne mantiene inalterato il fascino sette-ottocentesco di dimora patrizia. E’ completamente arredato come ai tempi dell’ultima discendente della nobile famiglia. Di notevole valore artistico e storico la pinacoteca. Interessante la cucina ottocentesca ricca di oggetti di rame. Al di là dell’inusuale esedra che chiude il cortile d’onore è visitabile il grande ciclo di affreschi della Sala dello Zodiaco opera di G.M. Falconetto degli inizi del XVI secolo.

Giovedì 8 giugno 2017
Ritrovo partenza Pullman ore 7.45, in via Paleocapa ang. via Jacini
Ritorno Pullman ore 19.30 circa, in via Paleocapa ang. via Jacini
Quota di partecipazione: 110,00€ (compresi: biglietti, giro in barca viaggio in pullman, pranzo)

Per informazioni e iscrizioni:
Segreteria Associazione Amici del Museo Bagatti Valsecchi
T 02 7600 6132
amici@museobagattivalsecchi.org

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